Riforma dell’organo

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RIFORMA DELL’ORGANO

Il CNSU è il principale organo nazionale rappresentativo degli studenti italiani. Esso, tuttavia, risulta ancora poco valorizzato sia nei processi decisionali sull’Università, sia nella sua effettiva capacità di entrare in contatto con gli studenti universitari. Da anni proviamo a promuovere, attraverso la nostra presenza in CNSU, la modifica della composizione e delle modalità di elezione dell’organo.

Composto da 28 rappresentanti degli studenti, a fronte di 67 università statali e 17 non statali, non riesce a raccogliere direttamente le istanze provenienti da ogni ateneo.

A questo deve aggiungersi che, per via delle modalità di elezione che prevedono collegi macroregionali (che nulla hanno a che vedere con la vita politica universitaria, che si svolge in maniera decentrata solo a livelli di ateneo e regione), risultano avere possibilità di eleggere rappresentanti in C.N.S.U. soltanto le principali organizzazioni studentesche nazionali, senza lasciare spazio alle associazioni studentesche dei singoli atenei. Inoltre risultano avvantaggiati i candidati dagli atenei delle grandi città (non a caso città come Roma e Milano sono ampiamente sovrarappresentate), lasciando poco spazio ai candidati di città minori dello stesso collegio. Tutto ciò rende il C.N.S.U. un organo scollato dalla vasta popolazione universitaria che rappresenta.

Appare, in questo senso, fondamentale una revisione delle modalità di elezione e comunicazione dell’organo. Gli studenti vedono ancora il CNSU come un’istituzione, quando non sconosciuta, lontana ed inutile. Un potenziamento delle competenze può rappresentare un primo passo positivo, ma da solo non sufficiente. Serve che i meccanismi elettorali e la pubblicizzazione delle decisioni rilevanti subiscano un ripensamento critico così da assicurare maggiore rappresentatività e connessione con i singoli Atenei.

Attualmente il CNSU soffre di problemi relativi all’efficacia della propria azione.  Assenza o intempestività delle risposte del Ministero a mozioni e interrogazioni; difficoltà ad incidere sulla linea politica del Governo e sui lavori parlamentari, poichè i pareri che fornisce non sono in nessun modo vincolanti; saltuarietà di audizioni presso le Commissioni Parlamentari, senza poter così instaurare un rapporto di confronto continuo con il potere legislativo; assenza di strumenti per interloquire con i singoli atenei e per vigilare sul rispetto dei diritti degli studenti; scarsa considerazione, da parte del Governo, del documento annuale sulla condizione studentesca, elemento di denuncia dei principali problemi che la popolazione studentesca;

Per questi motivi abbiamo una serie di proposte per migliorare il CNSU:

  • Introdurre una scadenza per le risposte del MIUR alle mozione approvate rendere vincolanti i pareri dell’organo 
  • Rendere obbligatoria l’audizione del CNSU presso le Commissioni Parlamentari, all’inizio e alla fine dei lavori riguardanti l’università.
  • Prevedere, annualmente, l’organizzazione di un evento di presentazione del documento annuale sulla condizione studentesca alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Presidente del Consiglio dei Ministri

RIFORMA INTERNA

È necessaria anche una modifica interna del funzionamento del CNSU, in particolare:

  • Eliminazione della nomina del vicepresidente da parte del presidente, in favore di un processo elettivo: per esempio con la nomina del primo dei non eletti oppure svolgendo una seconda votazione per il vicepresidente;
  • Pubblicazione obbligatoria del verbale di ogni seduta sul sito del CNSU;
  • Decadenza dei consiglieri dopo 3 sedute non giustificate presso gli uffici.