Area Medica

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Troppo spesso il ragionamento sul percorso formativo degli studenti di medicina e sul post laurea in ambito medico è stato affrontato seguendo  da un lato un approccio molto corporativo, che ha spesso portato a contrapposizioni tra studenti, aspiranti studenti di medicina, medici neolaureati e medici, dall’altro inseguendo la chimera della sostenibilità economica, come se la Sanità possa essere modulata a seconda delle disponibilità di bilancio del momento.

Riteniamo che il ragionamento sulla formazione medica debba essere strettamente legato al dibattito sul modello di salute di cui necessitiamo per garantire a tutti il diritto alla salute tenendo conto delle trasformazioni sociali e demografiche in corso.

Proprio a partire dalle gravi mancanze che stanno emergendo in molti settori medici è per noi improcrastinabile risolvere immediatamente l’assurda situazione in cui si trovano migliaia di aspiranti studenti di medicina, studenti e medici abilitati, costretti ad attraversare, sin da prima di avere accesso all’università, un percorso ad ostacoli, fatto di precarietà.

Sono necessari degli interventi normativi che permettano agli studenti e alle studentesse di medicina di avere un percorso di studi realmente formativo e un post laurea coerente e senza imbuti.

Per questo motivo abbiamo elaborato una serie di proposte necessarie per quanto riguarda la formazione medica e il post laurea.

Tirocini di qualità

I tirocini costituiscono parte integrante del percorso formativo di ogni aspirante medico, definendosi, almeno teoricamente, come quel momento in cui conoscenze teoriche e saper fare si incontrano. Proprio per l’importanza che il tirocinio ricopre per ogni studente di medicina, pensiamo vi sia la necessità di migliorare questi percorsi, per fare in modo che siano realmente formativi e non semplice adempimenti privi di ogni tipo di tutela per gli studenti e per chi contribuisce a questo percorso.

Per questo chiediamo:

  • Garantire tutele sanitarie e prevenzione a tutti gli studenti prima di cominciare le attività professionalizzanti;
  • Finanziare la formazione in modo da permettere la retribuzione dei tutor o, in generale, di chi accompagna la formazione degli studenti durante le ore di tirocinio;
  • Stabilire delle linee guida con obiettivi formativi pratici sui singoli reparti, anche attraverso un libretto delle skills da acquisire che accompagni lo studente durante le attività professionalizzanti.
  • Garantire a tutti gli studenti l’accesso a uno sportello di sostegno psicologico a loro dedicato per combattere il fenomeno del burn out, sempre più in crescita nella popolazione studentesca universitaria, in particolare nei corsi di Medicina e Chirurgia.

Laurea abilitante

Già da diversi anni, la laurea abilitante è al centro delle nostre proposte di riforma della formazione medica. Essa è centrale perché, in un percorso già lungo ed economicamente impegnativo come quello per diventare medico, abbattere i tempi che intercorrono tra percorso formativo e abilitazione è fondamentale. Purtroppo le riforme che hanno interessato questo tema negli ultimi hanno, hanno solamente creato una situazione caotica e che non risponde completamente alle necessità della formazione medica.

Rispetto alla laurea abilitante, le rivendicazioni che porteremo avanti attraverso il CNSU sono:

  • Ridefinire gli obiettivi e le modalità formativi del percorso abilitante in modo da superare il decreto Fedeli, in quanto estremamente caotico e poco funzionale, con l’ottica di istituire una laurea realmente abilitante che non entri in conflitto con il percorso didattico, in quanto estremamente caotico e poco funzionale;
  • Creazione di piano di studio nazionale maggiormente omogeneo per quanto riguarda la formazione di base, che contenga, oltre ai tirocini curricolari, anche l’attività abilitante distribuita nei sei anni di percorso;
  • Eliminazione della modalità Progress Test per il test scritto e ripensamento della prova teorica dell’abilitazione
  • Creazione di un tavolo di confronto nazionale tra le rappresentanze nelle facoltà di medicina, in modo da instaurare un lavoro comune, partecipato e condiviso.

Didattica

La trasmissione della conoscenza per un aspirante medico non può basarsi solo su modalità di didattica frontale, ma deve avvelersi, oltre ai percorsi di tirocinio di ulteriori momenti di approfondimento.

Inoltre, gli attuali contenuti della didattica non garantiscono la conoscenza di alcune tematiche fondamentali per un medico, in quanto ancora legate ad un modello non laico ed eterodiretto.

Per questo chiediamo, per quanto riguarda la didattica, le seguenti modifiche:

  • Valorizzare modalità di DNF (Didattica non formale), come analisi di casi clinici, esercitazioni nell’anamnesi, nella comunicazione del paziente e nell’interpretazione degli esami chimici e strumentali, per garantire una formazione che non verta soltanto sulla lezione frontale.
  • Superamento dell’obbligo di frequenza, ma con l’obiettivo di rendere la didattica partecipata tramite lezioni interattive;
  • Garantire nei piani di studio la formazione su temi soggetti al dibattito bioetico, come l’aborto, la fecondazione eterologa e il fine vita senza ingerenze confessionali.
  • Introdurre sempre di più nei singoli corsi un’analisi dell’impatto che hanno i cambiamenti climatici, le loro cause e conseguenze sulla salute della popolazione, rendendo la questione ecologica anche un tema di sanità pubblica.

Per un percorso formativo economicamente sostenibile

Abbiamo già definito il sistema di diritto allo studio di cui abbiamo per fare in modo che l’università sia un luogo accessibile a tutti e non solo a chi ha le possibilità economiche. Tuttavia crediamo che, per l’impostazione dei corsi di laurea in ambito medico, vi sia la necessità di ampliare alcuni di questi servizi, per evitare che spese aggiuntive gravino sulle spalle degli studenti.

Per questo chiediamo:

  • Diritto di accesso e agevolazioni rispetto e alle mense negli ospedali universitari;
  • Diritto al trasporto agevolato nelle sedi ospedaliere;
  • Diritto ad un fondo per il materiale didattico, in particolare per i corsi di Odontoiatria .

Borse di specializzazione

Dopo sei lunghi anni di Corso di Laurea e gli attuali ostacoli causati dal caos del percorso di abilitazione, ci troviamo di fronte al grande scoglio del Concorso di Specializzazione. Nonostante ormai sia chiaro che, se non si aumenta il numero di borse di specializzazione, dato il blocco del turnover, il Servizio Sanitario Nazionale soffrirà di una sempre maggiore carenza di organico, diventando sempre più lento e di minor qualità, con forti ripercussioni sulla salute di tutti, le borse continuano ad essere meno della metà di quanti provano il concorso.

Attualmente, la maggioranza degli studenti laureati e abilitati rimangono esclusi dai percorsi di specializzazione, gli unici che consentono realmente di poter completare il percorso formativo e poter esercitare la professione medica.

Negli ultimi mesi, attraverso le mobilitazioni fuori e dentro le università e il nostro lavoro all’interno del CNSU, abbiamo chiesto il sostanziale aumento delle borse di specializzazione.

Continueremo a farlo anche nei prossimi mesi, per superare l’ulteriore imbuto creato dalla mancanza di sufficienti borse di specializzazione che garantiscano a tutte e tutti gli studenti laureati di poter continuare a formarsi e diventare medici!