Dottorato

PERCORSO DI DOTTORATO

Nei dieci anni compresi tra il 2007 e il 2017 l’Università italiana ha visto calare del 41,6% i posti di dottorato. Un dato che va a braccetto con quelli sul numero di dottorandi e ricercatori per 1000 abitanti, che sono fra i più bassi d’Europa.

Dalla riforma Gelmini in poi è calato drasticamente anche il numero di docenti universitari, a causa del blocco del turn-over che ha impedito a tanti dottorandi e ricercatori di diventare docenti e che ha escluso molti precari dall’accademia. Tutto ciò ha avuto conseguenze anche sulla didattica, aumentando l’introduzione dei numeri chiusi nei corsi di laurea.

I posti di dottorato sono perlopiù concentrati al Nord, a conferma delle diseguaglianze che caratterizzano il nostro sistema universitario.

Continuano ad esistere i dottorati senza borsa, e quelli a cui è chiesto di pagare le tasse universitarie, nonostante la Legge di stabilità 2017 abolisca le tasse per questi studenti.

In questo quadro di definanziamento e precarietà è nato il percorso mobilitativo dei Ricercatori determinati, che punta a coinvolgere i precari dell’università, gli studenti e le organizzazioni che li rappresentano per chiedere e ottenere il rifinanziamento dell’università pubblica e la fine del precariato, attraverso una politica di reclutamento che permetta di tornare al numero di docenti precedente alla riforma Gelmini e una riforma del pre-ruolo.

Per questo motivo continueremo a lottare al fianco dell’ADI per ottenere:

  • l’abolizione del dottorato senza borsa
  • la valorizzazione del dottorato nelle amministrazioni pubbliche e nel lavoro privato;
  • l’abolizione della contribuzione universitarie per i dottorandi;
  • il rifinanziamento dell’università pubblica e un piano di stabilizzazioni e di reclutamento pluriennale per combattere il precariato e tornare al numero di docenti pre-riforma Gelmini;
  • una riforma del pre-ruolo.