Accoglienza migranti

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UNIVERSITA’ COME LUOGO CHE ACCOGLIE

Crediamo che la formazione possa e debba essere uno degli strumenti d’accoglienza e integrazione degna, per questo richiedenti asilo e soggetti migranti devono poter accedere all’Università senza alcuna restrizione.  

Vogliamo che l’Università metta a disposizione strumenti di assistenza reali, inclusivi e solidali per queste persone, la cui esistenza è messa a repentaglio dagli attacchi perpetrati dalle leggi razziste che si stanno succedendo nel nostro Paese.

Ad oggi al compimento dei 18 anni i minori richiedenti asilo, nell’attesa del riconoscimento successivo, sono esclusi dalla formazione e lasciati in un limbo.

  • Chiediamo che l’Università si esprima contraria alle leggi che escludono dalla formazione persone migranti in attesa del riconoscimento di uno status che gli/le permetta la permanenza regolare in Italia dal momento che la burocratizzazione e l’irrigidimento dei requisiti producono lunghi periodi di incertezza per le persone migranti e che sempre più Università seguano l’esempio di Palermo, dotandosi di regolamenti interni che permettano a chi è in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato di iscriversi all’Università.
  • Vogliamo che il Ministero si impegni a proporre la modifica dell’assurda normativa nazionale che impone agli/alle studenti con permesso di soggiorno per studi di non poter lavorare più di 20 ore alla settimana, perché si ritiene che il permesso per studi possa diventare un pretesto per riuscire a raggiungere l’europa per motivi economici: come per qualsiasi studente con cittadinanza UE, mantenere i propri studi non è scontato e un’imposizione del genere, senza una borsa di studi garantita a tutti/e, non permette il libero accesso agli studi.
  • Vogliamo che vengano messi in pratica strumenti di assistenza reali per studenti richiedenti asilo e soggetti migranti: potenziamento della sportellistica, accessibilità alle informazioni e supporto linguistico.
  • Riteniamo necessaria la creazione in tutte le Università di uno sportello ad hoc con personale formato in maniera specifica sulle procedure burocratiche e amministrative di rilascio del visto o del permesso di soggiorno. Riteniamo necessario, inoltre, che l’Università assuma figure specificatamente formate che seguano personalmente ogni richiedente i documenti per tutto l’iter burocratico come interpreti e traduttori nella compilazione dei moduli e agli sportelli.

 

Per una didattica inclusiva, saperi non eurocentrici e aumento erasmus in e out con paesi Extra-Ue.

Ad oggi, è proprio il mondo dell’istruzione a contribuire a formare una mentalità colonialista, insegnando la storia come se fosse un romanzo di cui l’uomo bianco è il protagonista e presentando le altre culture e società come bizzarrie esotiche. Per questo è fondamentale non solo aprire nuovi corsi che diano spazio e voce ad altre storie e altre culture, ma anche un cambio delle modalità di insegnamento, che permettano di andare oltre il punto di vita eurocentrico, ma si aprano a nuovi spazi di confronto.

Per questi motivi:

Riteniamo anche che il percorso Erasmus da e per paesi extra UE vada potenziato, sia per l’importanza di confrontarsi con culture diverse, sia per ampliare le potenzialità degli scambi internazionali.  

  • Vorremmo che le Università venissero incoraggiate a stringere nuove convenzioni con paesi extra UE che facilitino il movimento degli studenti e dei professori e che siano in grado di arricchire le esperienze  e le conoscenze degli studenti ed a interrompere quelle strette con alcuni paesi che portano avanti guerre ingiuste.
  • Infine, maggiore reclutamento tra docenti e ricercatori provenienti da paesi che attaccano la libertà di ricerca e insegnamento, termine delle convenzioni con paesi che invece portano avanti guerre e politiche razziste ingiuste.
  • Per questo chiediamo che nei suoi piani di reclutamento, l’Università riservi particolare attenzione a personale ricercatore e docente proveniente da paesi che limitano la libertà di ricerca e di insegnamento, in particolare nella quota di visiting professors.