Accesso all’insegnamento

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ACCESSO ALL’INSEGNAMENTO. UN PERCORSO CHIARO E FORMATIVO PER RILANCIARE LA SCUOLA

L’introduzione dei 24 CFU (D.M. 616-2017) rappresenta uno dei punti più delicati e controversi dell’attuale percorso per l’accesso all’insegnamento.
Nonostante l’impegno della nostra organizzazione infatti, che ha portato all’eliminazione del requisito del certificato di lingua e alla fissazione del tetto massimo di 500€ per l’erogazione del “pacchetto formativo”, nonchè alla gratuità per gli iscritti all’interno dell’ateneo; le criticità ad oggi presenti rimangono innumerevoli, dovute principalmente alla libera interpretazione degli atenei del Decreto Ministeriale.
Nonostante la presenza di note guida infatti, ogni ateneo nel corso del tempo, ha deciso di adattare il D.M. 616-2017 nei modi più disparati; le criticità principali ad oggi riscontrate sono e su cui vogliamo continuare a lavorare sono:

– la difficoltà nell’erogazione del semestre bonus e l’esclusione da questo degli studenti fuoricorso.

– la possibile professionalizzazione dei corsi di laurea: l’inserimento dei 24 CFU all’interno del piano dell’offerta formativa della carriera studenti, soprattutto se non per scelta degli studenti e delle studentesse, oltre che a danneggiare l’offerta formativa, rischiando di far diventare i nostri corsi sempre più simili a magistrali abilitanti o corsi di laurea paralleli.
Una soluzione potrebbe essere l’inserimento degli esami sovrannumerali all’interno dei corsi di studio;

– manca inoltre una pianificazione nazionale per l’erogazione del 24 CFU in tutti gli atenei; problema ad oggi ancora non posto in essere, data la mancanza del bando di concorso, ma che alla sua uscita potrà causare non pochi problemi a tutti quegli studenti che, avendo avuto la sfortuna di essersi trovati in un ateneo che arbitrariamente rinuncia all’erogazione dei 24CFU, devono rinunciare al concorso o conseguire il tutto su una telematica con gli elevatissimi costi che questi richiedono.

Inoltre, per quanto riguarda il concorso, riteniamo sia quanto più urgente, considerata la condizione in cui versa la scuola e il numero dei posti vacanti, l’uscita del bando. Continueremo, inoltre, a richiedere modifiche che riguardino diverse questioni. In primis, la mobilità: ad oggi, infatti, è obbligatorio rimanere per cinque anni nello stesso istituto scolastico senza la possibilità di potersi spostare. Oltre a questo l’eliminazione della limitazione del concorso per una sola classe di concorso a cui poter concorrere: è inaccettabile non avere tale possibilità dopo i lunghi studi che si è costretti ad affrontare.

Chiediamo la gratuità del TFA sostegno: lo Stato deve farsi carico della formazione dei futuri insegnanti. Infine, chiediamo che il percorso dell’accesso all’insegnamento possa essere realmente formativo per tutti coloro che saranno i futuri insegnanti.